PROVERBIO CINESE

Mangiare è uno dei quattro piaceri della vita....quali siano gli altri tre, nessuno lo ha mai saputo [PROVERBIO CINESE]

lunedì 5 settembre 2011

“Merenda Sinoira”, un rito che non passa mai di moda

Fino al 25 settembre in locali e rifugi dei Parchi
della provincia di Torino


Pane, salumi, formaggi, tomini al verde, peperoni e acciughe, frittatine alle erbe di campo, torte salate e tutta l’infinita gamma di antipasti e piatti freddi della tradizione, tra sottaceti, funghi sott'olio, vitello tonnato, verdure in giardiniera; il tutto naturalmente accompagnato da un buon bicchiere di vino rosso o bianco: una Barbera un po’ mossa o un Dolcetto, ma anche un buon Arneis o un nobile Gavi belli freschi… C’è solo l’imbarazzo della scelta.

La merenda sinoira, che ancora oggi molti locali ripropongono, era un tempo il momento conviviale che in campagna segnava la fine di un lavoro agricolo: un pasto condiviso tra i vari contadini della zona per festeggiare e per rinfrancarsi dal duro lavoro del taglio del bosco, della vendemmia o della battitura del grano. L’orario è quello del tardo pomeriggio - tra le 17 e le 19 - da qui il nome (da sin-a, cena in lingua piemontese) e rappresenta un modo di stare insieme sempre attuale, dopo un pomeriggio di sci o dopo una gita, gustando sfiziose specialità casalinghe in tutti i momenti dell’anno.

Dal 22 aprile al 25 settembre 2011, tutti i venerdì, sabato e domenica dalle 17.00 alle 19.00, dopo una rigenerante passeggiata negli splendidi Parchi Naturali della provincia di Torino, tra l’ora di pranzo e il momento di tornare a casa, presso i locali e i rifugi che hanno aderito all’iniziativa è possibile gustare una merenda sinoira a base di salumi, tome di montagna, tomini, frittate, carpioni, acciughe al verde e verdure sott’olio, accompagnati da un eccellente vino della Strada Reale dei Vini Torinesi.



Prezzi: da € 8 a € 15 - incluso 1 bicchiere di vino della Strada Reale dei Vini Torinesi
Ridotto: minori di 12 anni

La prenotazione è consigliata ma non obbligatoria; per i gruppi è invece necessaria, e si effettua contattando i locali aderenti.

http://www.turismotorino.org/prodotti/IT/R69/A268/P1/merenda_sinoira/

mercoledì 3 agosto 2011

Cheese: a Bra dal 16 al 19 settembre un mondo di formaggio

L’evento Slowfood cerca il nuovo record di visitatori, tra laboratori e iniziative didattiche

Molto più di un enorme mercato tutto dedicato al mondo dei formaggi, con centinaia di produttori italiani e stranieri. Cheese, iniziativa biennale di Slowfood in programma a Bra, in provincia di Cuneo, dal 16 al 19 settembre - uno degli eventi clou del settore enogastronomico in Piemonte - sa richiamare centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, grazie anche ai laboratori del gusto e alle mille iniziative collaterali tra cucina di strada, chioschi degustazione ma anche dibattiti e approfondimenti sulle tematiche del settore e la biodiversità casearia.



Il focus dell’edizione 2011 è la Francia, che ha sempre tutelato le produzioni a latte crudo, valorizzato il lavoro di casari e affinatori, promosso le diversità territoriali. Le sue eccellenze si trovano in Gran Sala ed Enoteca - 100 formaggi e 150 etichette - e 10 dei 34 Laboratori del Gusto sono interamente dedicati ai prodotti d’Oltralpe, con la testimonianza dei Meilleurs Ouvriers de France, il più importante premio per un artigiano francese.

Ospiti d’onore di Mercato, Gran Sala e Laboratori del Gusto, i Presìdi Slow Food rappresentano due continenti (Europa e Africa) e decine di nazioni, con piccole produzioni mai presentate a Cheese da Italia, Svizzera, Macedonia e Francia. Tra le novità, la Piazza della Pizza dove si concretizza l’alleanza tra pizzaioli e Presìdi. Numerose anche le iniziative didattiche.

Ampia, fra gli espositori, la partecipazione dei produttori piemontesi: dal Cevrìn di Coazze alla Robiola di Roccaverano, passando per il Montebore alessandrino al Murianen del Moncenisio, a Cheese è possibile apprezzare, accanto alle chicche provenienti da tutto il mondo, i Presìdi Slowfood e le tante tipicità casearie della nostra regione.


giovedì 7 luglio 2011

ARCHITETTURA IN CITTà -FESTIVAL 2011. Come gustare il meglio di questo evento

Ciao a tutti cari amici blogger!
Avete sentito dell'evento che si sta preparando a Torino e provincia? FESTIVAL DELL'ARCHITETTURA 2011, questo è il suo nome.
Promosso dall'Ordine degli Architetti e la Fondazione OAT, della provincia di Torino. Questa grande manifestazione durerà 5 giorni, dal 13 al 17 luglio e sarà così intensa di attività da coinvolgere 14 comuni del territorio piemontese.



Vi invito a dare un'occhiata al programma del Festival, direttamente sul sito Ufficiale, troverete sicuramente un'attività che farà al caso vostro e potrete scaricare anche l'invito per l'inaugurazione del 13 luglio
Mostrarle tutte sul nostro blog sarebbe difficile, oltre che dispersivo. Per questo motivo, sfruttando la suddivisione delle attività per categoria che ritroviamo sul sito ufficiale, vi mostriamo tutte quelle che hanno a che fare con l'enogastronomia; Siete pronti?

Iniziamo con IL CITY BITES! Si terrà a Torino, presso il Palazzo di Bertalazone di San Fermo. Si  tratta sostanzialmente di un gioco, dove i partecipanti dovranno sfidarsi a colpi di mascella per distruggere gli ecomostri che infestano la nostra penisola ricreata in miniatura, che fà da tavolo.
L'idea è nata dalla collaborazione tra CUOCHI VOLANTI DI TORINO, un gruppo di chef che creano un connubio perfetto tra cucina, teatro e animazione e THE FOODERS DI ROMA, che si occupano di studiare i legami che si creano fra il cibo e il resto delle cose (musica, arte, grafica).
Un'esperienza decisamente affascinante e da non perdere, ricordandovi che le attività restano all'interno del contesto del Festival dell'Architettura, e che hanno l'obiettivo di far avvicinare le persone al gusto del design......se poi si aggiunge il Gusto al palato siamo ancora più contenti giusto!? ^_^


Il 15 luglio sarà la volta di SPAZIO AL GUSTO. Presso la Facoltà di Biotecnologie in Via Nizza 52, ancora a Torino. L'attività è curata dall'associazione culturale ZEROUNDICIPIù. è stata scelta questa location per il valore Contemporaneo dell'edificio che affascinerà i visitatori con le sue differenti atmosfere materiche.
La serata sarà "solo" l'inaugurazione di una serie di cene d'autore che si svolgeranno a Torino e Provincia nei giorni seguenti.
Edifici generalmente non adibiti alla consumazione di cibi e bevande, saranno trasformati in RISTORANTI PER UNA NOTTE. A fare da padroni di casa ci saranno i più grandi chef Piemontesi, che prepareranno per ciascuna cena un menù inedito, che accompagni e reinterpreti gli spazi all'interno dei quali si svolgerà la serata.
La partecipazione alla serata sarà gratuita!


Ed ora tenetevi forte cari amici, perchè entra in scena il prodotto che ha portato all'eccellenza la tradizione pasticcera del Piemonte e lo ha reso famoso in tutto il mondo: IL CIOCCOLATO; e per il Festival dell'Architettura hanno ben pensato di creare il CIOCCOLATO E DESIGN, in armonia con il progetto DE.GU.CRè. promosso dal Museo del Design Galliano Habitat. il progetto si bese sulla rilettura del territorio lungo l'asse Torino-Pinerolo, per una nuova mappatura "turistico culturale", capace di unire in modalità sistemica le esperienze dal mondo della produzione, dell'associazionismo culturale, della formazione e delle politiche economiche del territorio. Promuovere il "Made in Piedmont", in chiave Design, Gusto e Creatività.
Il luogo dell'evento è la cittadina di None (TO), nell'azienda Domori Cacao Culture e farvi da "Cicerone", ci sarà il pluripremiato maestro pasticcere Fabrizio Galla, che interpreta il cioccolato in chiave di design creativo.In occasione di DE.GU.CRè., l'azienda organizza due giornate di visite guidate e degustazioni il 16 e 17 luglio. Oggetto di degustazione sarà l'esclusivo CRIOLLO CHUAO, il re del cioccolato pregiato e fiore all'occhiello della produzione Domori.
Che ne dite.....ne vale la pena?! ^_^
Altra notevole esperienza, riguarda la possibilità di visitare l'azienda STREGLIO, con un open day dedicato alla visita della Slow Factory Chocolate, sempre nella stessa cittadina di None.

Infine, per concludere questa breve presentazione degli eventi enogastronomici che caratterizzeranno il 1° Festival Dell'architettura in città, vi segnalo la mostra presente al Museo Del Gusto Di Frossasco, denominata "IL GUSTO DEL PAESAGGIO". L'obiettivo della mostra, oltre ad essere un concorso fotografico, è quello di sensibilizzare e promuovere la coltura del verde urbano, sia pubblico che privato, attraverso una serie di iniziative svolte con la CCIAA di Torino. Il concorso a cui di riferiscono le immagini esposte in mostra, coinvolge i 91 Comuni delle Valli di Susa, del Sangone e del Pinerolese.

Qualsiasi altra informazione, la potete trovare sul sito ufficiale dell'evento Festival dell'Architettura. Le attività che si svolgeranno a Torino, torno a ripetere, saranno innumerevoli e sapranno coinvolgervi per motivi anche molto diversi.  E SAPETE PERCHè.......PERCHè DENTRO L'ARCHITETTURA PUò ESSERCI TUTTO!
Grazie a presto...ciaociao e Buon Festival  ^__^



mercoledì 22 giugno 2011

Dal CORRIERE DELLA SERA: Vino e letteratura, un connubio perfetto


Bere «La luna e i falò» e sorseggiare una «Chimera» rosata


Vino-letteratura: un metodo che potrebbe essere seguito con successo, almeno nei casi in cui non si può dare al vino il nome dell’uva

Da qualche settimana in Piemonte c’è un vino che prima non c’era: si chiama «La chimera» ed è un rosato prodotto nelle Prealpi novaresi, tra il lago Maggiore e il lago d’Orta, con uve nebbiolo trattate in modo da dargli una coloritura chiara, particolarmente gradevole. Non faccio il nome dell’azienda produttrice, anzi mi scuso per il conflitto di interessi che può essere ravvisato nella coincidenza tra il nome del vino e il titolo di un mio romanzo: ma mi sembra che l’accoppiamento vino-letteratura meriti di essere segnalato e incoraggiato. Già c’era, nel Piemonte occidentale, un vino «La luna e i falò»; ora c’è, nel Piemonte orientale, «La chimera», con la sua bella etichetta che rappresenta il Monte Rosa. E il metodo potrebbe essere seguito con successo, almeno nei casi in cui non si può dare al vino il nome dell’uva. Per restare in Piemonte: c’è un antico e nobile vitigno dal nome sognante, l’erbaluce, che viene coltivato nella fascia prealpina ma che soltanto nella zona di Ivrea può produrre vino Erbaluce. (Ci sarebbe di mezzo, pare, un «marchio registrato»). Un’azienda agricola che produce uva erbaluce ha chiamato il suo vino, per polemica, «Gemelli diversi»: ma sia il nome sia la polemica si capiscono poco. Sarebbe meglio chiamare quell’erbaluce Signorina Felicita, con riferimento a Gozzano e al Canavese: mettendo «la signorina Felicita ovvero la felicità» sull’etichetta. Vuoi vedere che così funziona?
Sebastiano Vassalli, Il corriere della sera del 6.06.2011

martedì 7 giugno 2011

IL BAROLO, RE DEI VINI E VINO DEI RE

"tu sei giovane..... e non sai che tre nasi sono quel che ci vuole per  bere il Barolo!"
-Cesare Pavese da Il Compagno (1947)-

Questa semplice frase, tratta dall'opera di Cesare Pavese "Il Compagno" del 1947, rende subito l'idea di cosa significhi bere un bicchiere di Barolo. Un vino le cui esatte origini non si conoscono; ma se oggi è il vino rosso italiano più pregiato e apprezzato al mondo, i meriti si devono alla nobile famiglia Falletti, Marchesi dell'omonino paesino in provincia di Cuneo, Barolo. Determinante fu l'aiuto apportato dalla Marchesa Giulia Colbert Falletti di Barolo, che creò le basi per produrre questo straordinario vino, passando da una produzione di vini dolci, ad una viticoltura dalla quale si riusciva ad ottenere un ottimo vino secco. In poco tempo, il perfezionamento della produzione, ha portato il Barolo ad essere uno dei vini più apprezzati in Europa.

Il Barolo nasce dalla fermentazione di uve Nebbiolo, nelle sue tre varietà  Michet, Lampia e Rosé. Un vitigno molto più antico del Barolo, coltivato già dal 1200. Il suo nome deriva da quella nebbiolina che si forma sulle bacche (acini) del grappolo.

Nella foto si vede bene il caratteristico colore di quest'uva, "coperto" dalla "nebbia" formatasi durante la maturazione.

Dal Vitigno nebbiolo,si ottengono anche altri tipologie di vini e tutti di grande qualità, con caratteristiche organolettiche uniche. Ricordiamo l'omonimo vino "Nebbiolo" e il "Barbaresco".

Qual è la variabile che trasforma l'uva nebbiolo in Barolo, piuttosto che in Barbaresco o Nebbiolo?
Prima di tutto il terreno. La zona delle Langhe piemontesi, unica zona di produzione di questi vini D.O.C.G., ha una storia geologica particolare, che ha donato al terreno caratteristiche differenti.
Passando da una collina all'altre delle Langhe, vi accorgerete che non ne esiste una uguale all'altra in tutta la zona. Questa fondamentale caratteristica del territorio, permette di produrre vini diversi in una zona relativamente limitata, con una qualità senza uguali in Italia.

La superficie vitata, oggi destinata alla produzione di Barolo è 1796,91 ettari (fonte regione Piemonte)

Un altro aspetto fondamentale che contraddistingue i diversi vini prodotti a partire dallo stesso vitigno è il tipo di fermentazione e il tempo che si lascia il vino all'interno delle botti in legno di Rovere.
Per il Barolo, il disciplinare di produzione prevede un periodo minimo di invecchiamento di almeno 38 mesi, di cui 18 all'interno delle botti in legno. Mentre per il Barolo Riserva sono necessari almeno 5 anni di invecchiamento di cui almeno 3 in botte.
Durante questo periodo il vino acquista la sua "personalità". Rubando i riflessi al mattone e la saggezza al legno nelle silenziose cantine, il Barolo prende il suo caratteristico colore rosso granato con riflessi aranciati.
è quì che il Barolo prende tutta la sua saggezza  e il suo valore, che esprime in quel suo profumo  intenso e persistente, particolarmente complesso e diverso in ogni zona di produzione. Al gusto regala un sapore pieno, asciutto e armonico.

Caratteristiche che fecero innamorare Re Carlo Alberto di Savoia e tutti i suoi discendenti, senza dimenticare il grande rispetto e apprezzamento che Camillo Benso Conte di Cavour, aveva per questo straordinario "nettare",tanto da definirlo lui per primo "IL RE DEI VINI".
Vi racconto brevemente come il Re conobbe il Barolo e come se ne innamorò.
Il merito và nuovamente alla Marchesa Giulia Falletti di Barolo che inviò, al Re Carlo Alberto, 300 carrà per fargli assaggiare quel suo nuovo vino. La storia vuole che quel dono sia stato da tutti notato, poichè trasportare 300 carrà (le carrà sono delle botti dell'epoca leggermente allungate,oggi non più prodotte, della capacità di 600 litri l'una), non fu cosa semplice trasportarle con i carri dell'epoca.
Al Re piacque così tanto il vino e il gesto che decise di comprare la tenuta di Verduno per produrre da sè quelo nuovo e buonissimo vino che in breve tempo riuscì a conquistare molti altri nobili Europei.

Oggi se si vuole degustare questa fantastico vino, nel suo ambiente naturale, circondati della colline e dei vigneti che lo hanno reso grande, potete recarvi nella zona della Bassa Langa che comprende i paesi di : Barolo, Castiglione Faletto, Serralunga d'Alba e parte dei territori dei comuni di La Morra, Monforte d'Alba, Roddi, Verduno, Cherasco, Diano d'Alba, Novello e Grinzane Cavour. Paesi destinati alla produzione di Barolo secondo il disciplinare di produzione

Di seguito vi riportiamo una serie di link potete consultare se siete interessati a delle degustazioni o magari ad un viaggio in Piemonte nella zona delle Laghe, o semplicemente se volete saperne di più su questo "Austero ed Elegante vino che presenta l'impronta dei terreni che lo crescono: marcando il vigore, la struttura e la longevità nei terreni elveziani, la finezza, i profumi e la morbidezza nei tortoniani "

Enoteca Regionale di Barolo. Castello Falletti - 12060 Barolo (Cn)
http://www.baroloworld.it/
Regione Piemonte

http://www.regione.piemonte.it/agri/ita/piemontedoc/vino/vini/barolo.htm

Una proposta di itinerario per conoscere meglio sia la zona delle Langhe con particolare riferimento al vino Barolo, ma senza trascurare gli altri prodotti di eccellenza delle colline Piemontesi.
http://www.torinopiupiemonte.com/enogastronomia/dettaglio_pacchetto.php?id=87

giovedì 19 maggio 2011

Wine Tasting Experience: una nuova esperienza per gli amanti del vino

Il mese di maggio porta prelibate novità nelle Langhe e nel Roero.

Strada del Barolo e Enoteca Regionale del Barolo per conto di Colline di Qualità propongono una nuova iniziativa: Wine Tasting Experince.
Gli appassionati di vino avranno modo di approfondire le loro conoscenze degustando la produzione vinicola del territorio piemontese.

Wine Tasting Experience è un’esperienza di degustazione resa unica dalle ambientazioni (dalle cantine comunali alle Enoteche, passando inevitabilmente per il WiMu di Barolo) e  dalla presenza di importanti sommelier, produttori e esperti del settore chiamati a guidare gli incontri.

La proposta prevede diverse possibilità. Sarà possibile partecipare agli appuntamenti “standard”, che si alterneranno nei fine settimana dei mesi turistici, pensati per esplorare in profondità tutto il ventaglio di offerte dei produttori di Langhe e Roero: si va da lezioni introduttive su territorio e produzione a focus su produzioni particolari (i “bianchi” e i “vitigni rari”, ad esempio), passando per incontri dedicati al Barbaresco e, naturalmente, al Barolo.

Inoltre sarà possibile creare la propria esperienza personalizzata, caratterizzata da passeggiate nei vigneti, tour tra le cantine, trekking guidati sui sentieri di Langhe e Roero.
Fattore comune a tutti gli appuntamenti è l’abbinamento delle degustazioni con i formaggi DOP piemontesi (dal Castelmagno al Murazzano).
Ai partecipanti, oltre a un attestato di partecipazione a “Wine Tasting Experience”, verranno forniti i materiali “didattici” utilizzati nel corso della lezione, in modo da poter rinnovare l’esperienza anche lontano dalle Langhe.
Sul sito www.stradadelbarolo.it è già possibile consultare il calendario degli appuntamenti e definire modalità di partecipazione personalizzate con date, lezioni ed eventi collaterali su misura.


   Per ulteriori nformazioni:
Strada del Barolo e grandi vini di Langa
Telefono +39 0173 787166
Email info@stradadelbarolo.it
Web: www.stradadelbarolo.it

martedì 17 maggio 2011

ANCHE I “GIUANIN” QUEST’ ANNO ARRIVERANNO UN PO’ IN ANTICIPO…

Con largo anticipo, in tutt’Italia, dal Nord al Sud, possiamo già assaporare le ciliegie nostrane!
Questa pazza primavera dalle temperature record ci ha regalato la maturazione precoce di questo gustoso frutto. Cosi quest’anno anche al Nord, possiamo già gustarci le nostre buonissime ciliegie!

Questa settimana è iniziata la raccolta a Bari così come a Pecetto. La qualità è già buona ovunque, il punto di maturazione è quasi ottimale.
Aprendosi prima, la stagione delle ciliegie sarà più corta del solito. Si stima che la produzione duri intorno alle 4 settimane, dunque tra un mese le ciliegie saranno fuori circolazione, tranne che nelle zone montane più fredde nelle quali la produzione si protrarrà fino a luglio.

Dunque dovremo salutare questo frutto prelibato ben prima di San Giovanni, il 24 giugno, che tradizionalmente segna il momento ufficiale di chiusura della stagione per le ciliegie. Dopo tale data diventa più facile trovare nelle ciliegie una poco gradevole sorpresa: i “giuanin” o “gianin”, ovvero i vermi che prendono il nome dialettale piemontese del Santo.

Prepariamoci a farci una bella scorpacciata delle diverse tipologie di ciliegia offerte dal nostro territorio:
Le Amarene di Trofarello: sono frutti freschi della specie Prunus Cerasus. La buccia è resistente allo spacco e presenta un colore rosso scuro; la polpa è trasparente e di scarsa consistenza, ha un sapore dolce-acidulo con lieve retrogusto amarognolo.

Ciliegia bella di Garbagna: è la classica ciresa da spirito, dolce e croccante, che si conserva bene nell’alcol, senza sfaldarsi, mantenendo consistenza e sapore. È ideale come ripieno per i Boeri e infatti un tempo era ricercatissima per questo scopo.

Ciliegia precoce di Rivarone: è una ciliegia tenerina, a maturazione precoce (mediamente 15 maggio), con frutti sferoidali medio grandi, colore rosso scuro sia della buccia che della polpa tenera

Ciliegie di Pecetto :sono frutti freschi delle specie:
- Prunus avium var. Juliana, a polpa tenera, in italiano ciliegie propriamente dette, in piemontese cirese o cerese;
- Prunus avium var. Duracina, a polpa consistente, in italiano duroni, in piemontese graffion.


Alcuni eventi per gustare questi deliziosi frutti rossi: